top of page
Top

In questa pagina proponiamo senza un ordine particolare le storie di vita di Moschianesi vissuti in un tempo relativamente recente che con la loro dedizione ed il loro impegno sociale, artistico, culturale, ma non solo, possono essere additati ad esempio sopratutto alle nuove generazioni.

Questa non vuole essere una lista esaustiva e aggiungeremo volentieri altri nomi suggeritici.

Clicca su un nome per i dettagli biografici e una breve descrizione della vita e opere

 

  Avv. Michele Caputo  

  Prof  Carmine Pacia  

  Prof Pasquale Moschiano  

  Prof.sa Anna Laura Palumbieri  

  Domenico ed Alberigo Dalia  

  Gaspare Dalia  

  Suor Angiola della Pace

  Padre Giuseppe Moschiano  

 Abate Romano Borrasi

 Prof Antonio Pacia

 Avv Domenico Dalia

 

Prof.sa Anna L Palumbieri

Prof.sa Anna L Palumbieri

Prof. Pasquale Moschiano

Prof. Pasquale Moschiano

Magistrato Michele Caputo

Magistrato Michele Caputo

Padre giuseppe moschiano_jpg

Padre giuseppe moschiano_jpg

Michele Buonaiuto

Michele Buonaiuto

Caputo

 Avv. Michele Caputo   

       Magistrato 

Nato a Moschiano il 2 Dicembre 1909.

Figlio dell' Avv. Gaetano Caputo, Magistrato e Donna Olimpia Aschettino

Anch'egli uomo di legge e giurista fu una persona di sane convinzioni e di enorme fede e grande cultura.

Persona di carattere molto buono e disponibile non si barrico' dietro il suo stato sociale ma anzi cerco' sempre il rapporto con le persone piu' umili.  

Famose e ricercate erano le sue serate passate al caffe sotto casa con i suoi compaesani, tra allegre discussioni, iniziative culturali, opere sociali.

Amante della poesia e dell'arte organizaava spesso maifestazioni culrurale conscio che la cultura era fondamentale per il progresso di Moschiano e del mondo.

Le sue idee e convinzioni andavano spesso controcorrente e non si allineavano con l'andazzo del tempo in cui visse al punto da attirare su di se' le ire dei familiari ed in particolare di suo zio , podesta del paese.          

La sua vita vita fu un esempio di saggezza, coraggio, onesta e dedizione.

Mori' ​ il 23 Agosto 1944

 Indietro  

Carmine Pacia

  Prof  Carmine Pacia 

        Decorato al VM, Letterato e scrittore

Nato a Moschiano il   3 Maggio 1892 da Gaetano Pacia e Carmela Dalia

Morto a Como il 

 

Chiamato a servire la Patria durante la Prima Guerra Mondiale, agli inizi del 1916 e’ un sottenente di complemento del 53mo Rgt Fanteria Brigata Umbria.

Con la sua Brigata partecipa nel 1915 ad azioni di guerra sulle Dolomiti. Alla fine del 1915 ed inizio 1916 la  brigata opera nei settori delle valli Ansiei, Padola e Visdende.

E’ proprio in queste circostanze che il Sott. Pacia il 21 gennaio 1916 si offre volontario per un’azione di “disturbo” delle forze nemiche e forse preventiva che gli fanno guadagnare prima un encomio solenne il 15 ottobre 1916 poi commutato in medaglia di Bronzo al VM.

Il 2 maggio 1916 viene promosso Tenente con data effettiva 8 Giugno 1916. e nel 1937 e’ promosso «Primo Capitano».

Lo ritroviamo nel 1940 direttore della scuola di avviamento professionale e Professore di Italiano, Storia e Geografia a Rovigo e poi a Como.

Scrisse alcuni saggi di letteratura nonche' fu l'autore del testo della statua ai caduti di Moschiano della Prima Guerra Mondiale.

Il Comune di Moschiano nel 1979 gli dedico’ una strada.

 Indietro  

Pasquale Mochiano

  Prof Pasquale Moschiano 

Letterato e scrittore

Nato a Moschiano il 26 Marzo 1926 

Morto a Lauro il 2 Maggio 2018

Figlio di Sabato ed Evelina Moschiano e fratello minore di Domenico (che sara' futuro Sindaco di Moschiano e uno dei principali fautori della Pro Loco Michele Caputo), Giuseppe, nonche' fratello di Savino e Giuseppina.

Era il nipote di Pasquale Moschiano professore ed uomo molto colto (tra l'altro parlava polacco, suanava il violino e conosceva l'ebraico) nonche' di Padre Giuseppe Moschiano di cui parliamo in seguito.

Questi suoi due zii ebbero una influenza tremenda nella sua vita e furono gli ispiratori della sua affascinazione con la storia, la cultura ed il sapere.

Cresce a Moschiano fino all'eta' di 13 anni dove prima frequenta le scuole elemtari e poi i primi anni di "ginnasio" alla scuola dell'Abate Romano Borrasi a Taurano (vedi ritratto Abate qui di seguito). A tredici anni lascia Moschiano per il collegio di Rocca priora dei Padri Pallottini per poi continuare gli studi a Roma. Duranti gli anni dell'occupaazione nazista di Roma si prodiga per aiutare i partigiani e soldati italiani che fuggono dalle rappresaglie nazi-fasciste.

Di seguito intraprendera' il corso magistrale  e vincera' il concorso nel 1951 che gli concederanno di insignare dapprima nelle scuole popolari e poi essere inquadrato di ruolo.

Nel 1960 si sposa con Maria Ferraro con la quale avra' 3 figli Sabatino, Silvia ed Evelina.

Molto amico di Ottavio Colucci sindaco di Lauro per 3 mandati, con lui si rendera' artifice di innumerevoli inziative sopratutto a carattere culturale di cui ricordiamo la fondazione e conduzione negli anni 60 e 70 del periodico "L'ora del vallo". Ancora con Ottavio si dedichera' alla ricerca di antiche testimonianze sulle colline che circondano il vallo. Si deve a loro infatti la scoperta dei ruderi dell'antica villa romana a Taurano. 

Fu autore di molteplici libri e saggi tra cui ricordiamo in particolare.

Un episodio di Brigantaggio a Moschiano

Il Santuario della Madanno della Carita'

I Sacri monti del Vallo di Lauro

Per un completo ricordo del prof Pasquale Moschiano rimandiamo alloscritto del prof Severino Santorelli che pubblichiamo a lato.

 Indietro  

AL Palumbieri

  Prof.sa Anna Laura Palumbieri 

Letterata e scrittrice

Nata Moschiano il  7 Amrzo 1927

Morta a Moschiano il 

Ha scritto racconti, poesie, commedie di cui è stata anche regista. Ha creato, con altri amici, la Compagnia Filodrammatica Caritas    

Tra le sue opere ricordiamo:

Figlia mariterebbesi

Pulcinella fidanzato suo malgrado

 Indietro  

Alberigo Dalia
Retro porta chiesa (originale)

Retro porta chiesa (originale)

Porta chiesa particolare 2

Porta chiesa particolare 2

porta chiesa Carità_jpg

porta chiesa Carità_jpg

Porta chiesa paticolare

Porta chiesa paticolare

Casa di Alberigo Dalia oggi negli USA

Casa di Alberigo Dalia oggi negli USA

Domenico ed Alberigo Dalia  

Artigiani

Alberigo figlio di Domenico Nato a Moschiano nel 1883

Morto negli USA 

Emigro' negli Stati Uniti nel 1912 all'eta' di 29 anni. Arrivo' a New York da Napoli con la nave Moltke il 12 Agosto 1912 per proseguire poi verso la citta' di Poughkeepsie ospite di suo cugino Antonio (Dagli archivi di Ellis Island Passenger ID 103550160025). Lascio' in Italia la moglie Assunta (Borrasi) ed il figlio Domenico di anni 3 nonche' gli altri due figli piu' piccoli Armando e Francesca.

Armando emigro' amche lui in America nel 1929 Archivi Ellis Island Passenger # 901189224653), mentre la moglie Assunta e la figlia Francesca lo raggiunsero nel 1929 (archivio Ellis Island pass ID 901759347749). IL figlio Domenico lascio' a sua volta l'Italia nel Gennaio 1932  all'eta' di 22 anni e pochi mesi con la nave Conte Grande e raggiunse il padre a Poughkeepsie (Dagli archivi di Ellis Island - Passenger ID 9011982390265).

Clicca qui per vedere come era riportata la famiglia di Alberigo nel censimento del 1940.

Prima di emigrare in America Alberigo scolpi' col padre Domenico la porta del Santuario della Madonna della Carita' (1909). I loro nomi si possono ancora vedere incisi su dei reperti di legno che una volta costituivano il retro dell'anta destra della porta e conservati nel Salone dei Pellegrini al Santuario della Madonna della Carita'.

 Indietro  

Gaspare Dalia
Pulpito Capomoschiano

Pulpito Capomoschiano

Slide19

Slide19

Slide15

Slide15

Gaspare Dalia  

Artigiano

Nato a Moschiano 08/11/1909, mori’ a Napoli il 22/03/1992

Artigiano del legno aveva indubbie qualita’ artistiche. Ne diede prova quando a soli 20 anni realizzo’ un pulpito in legno per la chiesa dell’Incoronata a Moschiano da ammirare ancora oggi. Emigro’ in Venzuela nel 1952 lasciando a Moschiano la moglie Consiglia ed I figli, Pupetta, Giacomo, Titina e Carmelina, tornando di rado a Moschiano. In Venezuela mise su un laboratorio artigianale dove costrui’ anche piccoli capolavori ad intaglio che soprattutto i compaesani gli commissionavano e se ne meravigliavano per i risultati sorprendenti. Mantenne sempre stretti i legami con la famiglia rammaricandosi che non l'avesse mai raggiunto In Venezuela. Questo non accadde per diverse ragioni, non ultimo perche’ I suoi figli conseguissero un titolo di studio in Italia (cosa perfettamente riuscita) e sempre nella speranza che tornasse lui.

Torno’ a Moschiano nel 1978 colmando da allora parzialmente un vuoto esistenziale venutasi a creare in famiglia con la sua assenza per la mancanza del padre.

Gli anni trascorsi a partire dal ’78 insieme alla famiglia pero’ furono vissuti con intensità affettiva e sono stati i più felici di sempre.

Nel 1989 con Gaetano Russo, altro moschianese emigrato in Venezuela e ritornato a Moschiano scolpi’ la statua in legno della Madonna della Carita’ che si trova nella Chiesa del Corpo di Cristo a Moschiano.

Clicca qui per maggiori dettagli sulla Statua

 Indietro  

Suor Angiola

Suor Angiola della Pace

         Religiosa - Servo di Dio

Riassumiamo qui parzialmente quanto scritto dal prof. P. Moschiano nel suo “Il Santuario della Madonna della Carita’”  a cui rimandiamo per una piu’ completa informazione. Il prof Moschiano racconta I fatti in base a quanto scritto dal Remondini nella sua “Della nolana ecclesia storia” 1757 – Stamperia Simoniana – Napoli in cui dedica ben 26 pagine a Suor Angiola.

“Nata a Moschiano il 25 Dicembre 1610 da Alfonso Pacia (o della Pace) ed Indorata Mazzocca, onesta gente del popolo, laboriosa, piuttosta modesta…. Fin da giovinetta dimostro’ molta carita’ verso I piu’ poveri a cui dava quanto poteva. Fu molto devota e pia, osservava il digiuno, esercitava penitenze, portava il cilicio, possedeva una statuina del Bambino avanti alla quale pregava … (Da piccola) si reco’ in un  bosco poco lontano dal paese dove trovavasi una grotta (San Mischele? ndr) nella quale si ritiro’ a far vita penitente, … ma dietro consiglio di un vecchio eremita se ne torno’ a casa.

All’eta’ di 13 anni, nel 1623, entro’ nel monastero delle Benedettine di Lauro ma decise di uscirne e ritornare a Moschiano alla sua vita di penitenza e di carita’ verso il prossimo e gli ammalati abbandonati quando apprese che per il carnevale le suore volessero mascherarsi.

Di sicuro nel 1631 e’ a Napoli tra le terziarie Domenicane e per cinque anni abito’ in una casetta dietro la chiesa dei P.P. Domenicani alla Sanita’ e quando in seguito alla sua fama fu invitata da diverse famiglie  a convivere con loro non esito’ ad accettare l’ospitalita’ offerta dalla moglie di Antonio Tango. Fu anche donna coraggiosa  ed intraprendente si’ da osare accostare vari ministri ed il Vicere’ pur di aiutare suo fratello che rischiava la pena capitale. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in una casetta presso la chiesa di Santa Teresa dei P.P. Carmelitani dove mori’ a 52 anni il 21 Ottobre 1662.

I P.P. carmelitani ne fercero trasportare la salma nella loro chiesa e la seppellirono nella cappella del Crosifisso.

In questa chiesa purtroppo non c’e’ oggi traccia della tomba di Suor Angiola. Ma come accennato anni fa dal Priore dell’annesso convento allo stesso prof Moschiano in seguito ad un terremoto nell’anno 1688 la chiesa subi’ notevoli danni e fu in parte modificata rispetto alla struttura originaria. E’ probabile quindi che la tomba di Suor Angiola sia stata rimossa durante la ricostruzione. Moschiano le ha dedicate una strada dove si presume essa fosse nata. Il carissimo e compianto don Salvatore Feola qualche anno fa’ curo’ uno studio sull’opera del Remondini circa Suor Angiola e pubblico’ un opuscolo mentre il Dottor Andrea Santaniello di Quindici ne scrisse una biografia.

La citazione di Suor Angiola della pace nell'opera del Remondini puo' essere consultata qui (Della Nolana Ecclesiastica Storia Vol 3)
 

 Indietro  

Libretto esposizione su Suor Angiola

Libretto esposizione su Suor Angiola

Premessa librettto su Suor Angiola

Premessa librettto su Suor Angiola

Remondini - Suor Angiola

Remondini - Suor Angiola

Giuseppe Moschiano

Padre Giuseppe Moschiano  

Sacerdote e benefattore

Nato a Moschiano il 23 Settembre 1878

Morto a Bologna il 16 Marzo 1958

Figlio di Domenico e Consilia Somma. Vissuto a cavallo di due secoli in un periodo storico che vide grandissimi mutamenti sia nella storia d'Italia che del nostro paese fu un grande maestro e benefattore. leggendaria e' la sua dedicazione per i piu' deboli ed in particolare per i sordomuti mettendo cosi' in pratica quello che andava predicando. Fondo' e diresse diverse scuole in tutta Italia (Roma, Firenze, Bari, Bologna) sempre fedele all'insegnamento del suo Maestro Gesu' e confidente nella Beata Provvidenza.

Amava particolarmente Moschiano ed in particolare il Santuario della Carita' al quale ritornava con cadenza annuale. Povero nello spirito e di fatto aveva un tesoro immenso nel suo cuore. nel 1990 il provveditorato agli Studi di Avellino decreto' che la Scuola MAterna di Moschiano (oggi Scuola dell'Infanzia) portasse il suo nome.

Per ulteriori informazione vedere a lato un sunto pubblicato dalla Scuola Primaria di Moschiano oppure il suo profilo descritto sul  sito web  Storia dei Sordi 

 Indietro  

Padre giuseppe moschiano.jpg
Romano Borrasi

Abate Romano Borrasi  

Sacerdote

Nato a Moschiano il 29 Dicembre 1875

Morto a Napoli 1mo Dicembre 1969

Primo di sei figli di Gaetano Borrasi e Rubbina Fiore.

Dopo una fanciullezza vissuta a Moschiano il 12 Dicembre 1890 parte per Roma per il postulandato nella Congregazione della Resurrezione ed e' alunno nel Pontificio Seminario Romano fino al 1893 ricevendo innumerevoli attestati.

Nel 1894 a 19 anni entra all Pontificia Universita' Gregoriana e fu compagno di classe di Eugenio Pacelli futuro Papa Pio XII.  Il 29 Novembre 1895 riceve il baccellierato in filosofia. il 26 Novembre 1896 la "licenza filosofica". Il 10 Luglio 1898 il baccellierato in teologia  e la licenza il 18 Luglio 1899. Intanto il 14 Agosto 1898 anniversario della morte del padre e'' ordinato Sacerdote nella Basilica del Laterano. L'11 Luglio 1900 dopo l'esame finale riceve il titolo di Dottore e Maestro in Teologia.

Agli inizi del 1901 rientra a Moschiano predicando nelle chiese del paese e del vallo e diventa educatore dei principi Lancellotti a Lauro.

Nel 1907 il Vescovo di Nola Renzullo gli affida il compito di insegnante nel Seminario di Nola, carica che portera' fino al 1918. Li insegna Dogmatica, Storia della Chiesa e Filosofia scolastica. Durente questi anni ricoprira' altri incarichi in diocesi come "censore di libri", 'esaminatori nei concorsi dei parroci, confessori e predicatori", e "giudice ecclesiastico".

Il 21 Maggio 1914 verra' nominato amministratore parrocchiale di Taurano e di fatto diventera' "l'Abate" di Taurano titolo con il quale sara' sempre riconosciuto e ricordato.

Il 24 ottobre 1914 verra' nominato "Economo curato di Lauro" e reggera' la parrochia fino al 31 Gennaio 1918. Uomo e Sacerdote integerrimo di elevata cultura e inoppugnabili doti umane, spirituali fu faro di speranza per tutta la gente del vallo di Lauro che lo ha sepre ammirato. Durante gli anni della seconda guerra mondiale apri' le porte dell' Abbazia per sopperire alla mancanza delle scuole per tanti giovani del Vallo che a lui devono la loro educazione e titolo di studio. Rassegno' le dimissioni da Abate il 31 Maggio 1964 e si ritiro' prima presso il Seminario Vescovile di Nola e poi a casa di sua nipote Elisabetta a Napoli da dove ritorno' alla case del Padre il 1mo Dicembre 1969.

Offriamo a lato una commemorazione dell'Abate fatta dal Prof Severino Santorelli

 Indietro  

Prof Antonio Pacia  

Docente Universitario - Orientalista

Nato a Moschiano nel 1852

Morto a 

Nato a Moschiano nel 1852 fu professore di Orientalistica e Lingua Cinese nella Universita’ di Napoli. Fu scruittore di molti saggi e prolusioni. Nel 1876 pubblicava “Italia, fasi alterne della sua grandezza e decadenza e sua missione nell’oridnamento politico d’Europa. Prolusione storica al corso di geografia”.

L’anno successivo invece, 1877, usciva “Confucio, sua vita, sua dottrina e dell’influenza di questa sulla Cina e dell’Asia”.

Del 1879 e’ invece “Collegio Asiatico di Napoli :suo sorgere, suo progredirem suo decadere, suo avvenire”.

Purtroppo nel 1892 fini’ invischiato in una brutta storia di truffa aggravata e fu condannato a 15 anni di galera. Questo contribui’ non poco a che la sua figura fosse altamente ridimensionata ed il suo ricordo  affievolito. Cio’ nonostante restano i suoi meriti letterari.

 Indietro  

Antonio Pacia
Opere Antonio Pacia.jpg

Avv. Domenico Dalia  

Giurista - Consigliere Corte di Cassazione

Nato a Moschiano nel 1794

Morto a Napoli

Figlio di Michele Dalia fu insigne Magistrato e Giurista negli ultimi anni del Regno delle Due Sicilie ed i primi anni del Regno D'Italia.

Non fu mai sposato ed nche se visse la maggior parte della sua vita a Napoli (negli ultimi anni della sua vita abitava a Via Costantinopoli, 23) ebbe sempre il paese natale nel suo cuore. A Moschiano vi sono almeno due lapidi che ricordano sue opere come benefattore: una in piazza che ricorda come nel 1866 fece costruire a sue spese l'acquedotto cosidetto "Acquapiccola" che dalle localita' "Pezze" e 'Cerreto" porto' l'acqua alla Carita' ed a Moschiano e come nel 1872 fece restaurare le antiche fontane e lavatoio del 1600 e l'altra alla Carita' dove si puo' ancora oggi godere della fontana che fece costruire sulla strada antistante il Santuario.

Fu protagonista di alcuni fatti salienti della storia d'Italia. Il primo risale al 1844 quando in qualita' di procuratore del re Ferdinando II sostene' a Cosenza la pubblica accusa nel processo contro i fratelli Bandiera ed i loro soci e fu determinante nella loro condanna alla pena capitale eseguita il 24 Luglio 1844.

Nel 1857 fu invece presidente della Corte nel processo ai superstiti della Spedizione di Carlo Pisacane a Sapri (ricordiamo la famosa poesia di Luigi Mercantini "La Spigolatrice di Sapri"). Sette imputati a processo furono condannati alla pena capitale, sentenza che fu poi commutata all'ergastolo da scontarsi alla Favignana. Uno degli imputati fu Giovanni Nicotera che in seguito diventera' Ministro dell'Interno del Regno D'Italia.

Nel 1876 all'eta' di 82 anni e oramai consigliere di Corte di Cassazione a riposo fu chiamato come testimone a favore proprio da Giovanni Nicotera in un processo per diffamazione che questi aveva intentato contro Sebastiano Visconti giornalista della Gazzetta D'Italia a causa di un articolo da lui pubblicato a Firenze dal titolo "L'Eroe di Sapri.". Il Nicotera si senti' calunniato nell'articolo ed al processo Domenico Dalia con molta lealta' ed onesta' testimonio' a favore del ministro e di come durante e dopo i fatti di Sapri lo stesso fosse sempre rimasto fedele agli ideali di una Italia libera ed unita e di come al processo in cui Domenico era Presidente di Corte il Nicotera dopo che la sua pena era stata commutata, si rifuto', su sua richiesta, di proclamare "Viva il Re" (Ferdinando II)" dicendo invece "Viva l'Italia". 

 Indietro  

Domenico Dalia
bottom of page