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Situata alla periferia Est di Moschiano, nel rione Capomoschiano, sulla strada che conduce a Forino e’, come dice il nome, dedicata a Santo Eligio Vescovo, un Santo Francese vissuto nel VI secolo (clicca qui per ulteriori informazioni)

La chiesetta e’ relativamente piccola, a forma rettangolare, con un’area di circa 20 mq ed una volta era ben fuori dell’abitato urbano a meta’ strada tra le ultime case di Moschiano e la zona detta “Svelanzo” dove oggi c’e’ il raccordo con la strada che porta alla Carita’ e la variante esterna e veniva considerata come un punto di riferimento per le passeggiate estive e/o per gli appuntamenti galanti dei giovani.

Di origini molto antiche (si fa infatti mensione di essa gia’ nelle visite pastorali del Vescovo Lancelotti nel 1632 come testimoniato negli atti della Curia Vescovile di Nola)  essa e’ di proprieta’ privata appartenente agli eredi di Cava Michele che la lascio’ in eredita’ alle sue quattro figlie Gaetana, Maria, Domenica e Rosa e che a loro volta la lasciarono in eridita’ alle famiglie Caliendo, Mascolo, Venezia e Paolillo.

Molto probabilmente l’antica struttura fu repristinata  dagli antenati di Cava Michele come trasmesso oralmente dai membri della famiglia del Cava e come testimoniato da una incisione su una nicchia nella facciata rinvenuta durante i lavori di restauro a causa del terremoto del 23 Novembre 1980 ove si vedono incise le lettere “P.D.C.” e la data 1847 nonche’ i resti di un mosaico in maiolica raffigurante il Santo, gia’ visibile prima del restauro, e la scritta “In Devozione Domenico Cava”.

Il racconto tramandato nella famiglia Cava asserisce che Domenico Cava aveva ricostruito la chiesetta in seguito di una grazia ricevuta per intercessione del Santo per una guarigione da una cisti al collo.

La chiesetta subi’ notevoli danni a causa del terremoto del 1980 con la caduta parziale del tetto e del timpano e profonde lesioni lungo i muri. Negli ultimi anni e’ stata restaurata da Rosa Adua Caliendo (ved. Gilberto Manfredi), figlia di Cava Gaetana e dai suoi figli Carmine e Salvatore Manfredi.

La chiesa, che ha avanti un ampio cortile chiuso da mure laterali ed un cancello in ferro battuto, ha al suo interno un altare in muratura calcarea troneggiato da una nicchia in cui si trovava la statua lignea del Santo ed ai lati presenta due semi archi a sbalzo su cui poggia il piano orizzontale.

Durante i restauri, a conferma dell’esistenza di una struttura precedente, e’ stato scoperta sotto le mura in tufo grigio locale di piu’ recente data la struttura originaria in pietra calcarea. Inoltre nello scavo del viale sono stati trovati resti di fondazioni e muratura in elevazione, cosi’ da far ritenere che la struttura originaria della chiesa fosse piu’ lunga e che fu arretrata per motivi ignoti.

Fino agli inizi degli anni ’80 la chiesetta veniva aperta al pubblico solo in poche occasioni come la Domenica della Palme quando era destinata come punto di partenza per la processione delle Palme fino alla chiesa Parrocchiale dell’Incoronata oppure in occasione del Corpus Domini quando si allestiva un altare addobbato per la Benedizione Eucaristica.

La statua lignea di Sant’Eligio con gli anni si e’ andata deteriorando ed ha subito danni in varie parti nonche’ restauri piu’ o meno accurati e superficiali incluso la sua verniciatura in giallo.

Membri della famiglia Cava raccontano che un loro parente irato per la perdita di un mulo danneggio’ la statua che era temporaneamente custodita a casa di uno di loro perche’ la chiesetta era inagibile.

Questo fatto confermerebbe il perche’ delle braccia rotte del Santo.

Durante i lavori di restauro si e’ notato che le braccia erano attaccate con tela molto antica e la rimozione della vernice superficiale ha consentito di riportare alla luce la mitra ed il manto finamente decorati paragonabili nel disegno a quello delle statue di San Felice e Paolino a Nola.

I membri della famiglia ricordano di due celoebrazioni effettuate nella chiesa: il matrimonio di Domenica Cava ed il rito funebre di Pacia Fiore moglie di Cava Michele avvenuto il 12 Marzo 1965.

Ad oggi I lavori di restauro sono ancora in corso e la statua del Santo e’ conservata a casa di Rosa Caliendo.

Informazioni gentilmente fornite da Carmine Manfredi fu Gilberto

Sant'Eligio 2023

Sant'Eligio 2023

Facciata Chiesa Santo Eligio dopo terremoto 1980

Facciata Chiesa Santo Eligio dopo terremoto 1980

Statua Santo Eligio (restaurata)

Statua Santo Eligio (restaurata)

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