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Amarcord Anni '70
Il Decennio che ci ha formato

1973 - 1974
(Pubblicato 8 Agosto 2020)

Il 1973 cominicio’ in modo funesto con due tragedie. Perdemmo il caro amico Marcello Addeo ed il Prof Antonio Arpaia. Ma fu anche il vero inizio del cambiamento. In Parrocchia (sia in Piazza che a Capomoschiano) fiorivano nuove idee e cercavamo qualche cosa nuova da proporre a noi stessi ed ai Moschianesi. Non so come o a chi ma venne l’idea (credo Don Salvatore) di una Via Crucis per le vie di Moschiano. Io ero ancora in Seminario e Don Salvatore mi chiese di scrivere delle meditazioni. Ricordo che trovai un libricino con delle riflessioni e le adattai al nostra realta’. Le sottoponevo a Don Salvatore e Don Peppino e loro le correggevano e integravano. Poi quel 15 Aprile 1973 (Domenica delle Palme) celebrammo la prima Via Crucis dai balconi delle case di tutto Moschiano. Quello forse si puo’ definire il prototipo delle piu’ elaborate Sacre Rappresentazioni che si fanno ancora oggi (non il Venerdi’ Santo tradizione molto antica, ma la Via Crucis). Meno “spettacolo” ma piu’ meditazione..

Sull’onda dell’iniziativa della Via Crucis, Don Salvatore decise di comprare due tende da campeggio e dei sacchi a pelo e assieme decidemmo di fare un “Campeggio alla Carita’”. Si, era un campeggio un po’ “sui generis”. Piazzammo le tende sotto I pini che erano rimasti a sinistra del Salone ancora in costruzione ed ora che c’era la strada un sacco di gente, sapendo che eravamo li, scappando dalla calura estiva, veniva a trovarci, specialmente all’imbrunire. Ricordo con piacere le serate spese a parlare con Salvatore Manfredi tornato dal Venezuela e Avv Franco Addeo. Noi passavamo il tempo ripulendo la facciata del Santuario dalle erbacce , facendo delle escursioni al Pizzone, giocando una specie di Baseball oppure di sera cantando e suonando la chitarra. Celebri sono rimaste nella mia mente le canzoni stonate ma cantata con passione da Gerardo Mazzocca e Franco Fiore sul muretto del piazzale antistante al Santuario con il magnifico panorama della valle che si estendeva fino al Vesuvio e a Napoli che si presentava davanti ai nostri occhi. Fu allora che il nostro amico Pasquale Fortino scopri’ di avere un talento per suonare la batteria. suonando (si fa per dire) sui fustini di sapone Dash. Fu anche di Pasquale una idea straordinaria della serie “arte di arrangiarsi”. Volevamo fare una doccia ma di docce neanche a parlarne. Allora Pasquale propose di mettere un bidone di ferro che era li’ per la costruzione del salone sul solaio dello stesso dalla parte dei bagni e riempirlo d’acqua in modo che si scaldasse col sole durante il giorno. Vi facemmo un buco sul fondo e vi applicammo un pezzo di tubo flessibile da giardino che faceva defluire l’acqua in un innaffiatoio che avevamo trovato. Chiudemmo la pompa con un pezzo di cera ed uno spago. Per fara la doccia si andava sotto, si tirava lo spago, il pezzo di cera si staccava e l’acqua cominciava a scendere dal bidone nell’innaffiatoi e poi su di noi. A doccia fatta si rimetteva il tappo di cera e lo spago e si riempiva di nuovo il bidone di acqua per il giorno dopo. Chiaro esempio di ingeniuita’ e, al tempo stesso, di ingegneria idraulica e termica applicate. J   

Il gruppo giovani di capomoschiano invece decise di andare oltre (letteralmente) e organizzarono un campeggio alla Cerreta usufruendo di una capanna che credo Eligio Dalia (in seguito Dott Eligio) aveva nel suo podere. Ricordo I vari Eligio, Peppino Ergastolo, Carmine Rega,  Marco Arpaia. Gigino Volino., Antonio Santaniello (il “rosso”) etc. tutti con la barba incolta al termine dei 10-15 giorni in Luglio. Noi di tanto in tanto gli facevamo visita e passavamo del tempo assieme sotto gli alberi di castagne. Per anni foto di quell’esperienza sono state attaccate al muro della Sacrestia di Capomoschiano assieme ad altri cimeli come alcune mattonelle della Chiesa di San Michele (che ora non c’e’ piu’), dei grossi chiodi di un Crocefisso antico ed altro. Chissa’ dove sono ora tutte queste cose. Io intanto trovavo anche il tempo di studiare per l’esame di maturita’ che dovevo sostenere il 26 Luglio.

L’Estate del ’73 vide un’altra addizione al contorno urbanistico di Moschiano. Si elettrificarono le campane della Chiesa in Piazza ed il 19 Settembre 1973 fu inaugurato un orologio elettrico donato dalla signora Antonia Vivenzio ed altri concittadini residenti in Venezuela. Esso fu installato sul piano al disopra delle campane dello stesso campanile. La targa a ricordo ancora oggi recita “Horas non numero nisi senenas”. Ovvero “ Enumero solo le ore felici”. Era l’augurio di tutti in quell’anno.

Nel ’74 anche le ragazze si davano da fare. Don Salvatore aveva comprato un organo elettrico  ed il coro parrocchiale gia’ formato qualche anno prima andava solidificandosi grazie al contributo di Rosetta Cuozzo, Lilla Addeo, Lina Pacia, Michelina Ergastolo, Caterina Buonaiuto, Matilde Fiore, Anna Fiore, Emilia Addeo., Maria Mazzocca, ed altre ragazze.  Io gia’ da qualche anno di tanto in tanto portavo dal Seminario a Moschiano dischi e/o spartiti di canti sacri e non (spesso canti Scouts o dei complessi Gen dei Focolarini). Da quando ero a Napoli li compravo dalle Suore di San Paolo vicino al Duomo e da li attingevamo le canzoni per la messa. Gianni Cuozzo le arrangiava. Ad aiutare poi c’erano I soliti Lino Pacia, Salvatore Aschettino, Felice Terracciano, Peppino Terracciano, Sergio Pacia, Enzo Manfredi, Alfonso Squitieri e tanti altri. Erano I tempi della cosidetta “Messa beat”.  Il gruppo  “Angeli della Strada” si era in un certo modo “evoluto” anche se continuava ad esistere. Molti nostri amici (le sorelle ed I fratelli Aschettino, la famiglia Vona, Mast’Aniello ed altri) erano emmigrati negli USA nel 1973 oppure prossimi ad emigrare. Si decise allora, di formare un nuovo gruppo musicale in parrocchia praticamente con gli stessi componenti piu’ Pasquale Fortino, Vincenzo Di Lauro e piu’ tardi Alfonso Squitieri. Non solo avremmo potuto cantare durante le cerimonie religiose ma, se richiesto, si sarebbero potuti anche allietare le feste (matrimoni, battesimi, etc.) e cosi’ raccogliere fondi per la Parrocchia ed il Santuario. 

Pero’ … mancava la batteria. Come fare? Non ci scoraggiammo. Siccome era estate e tempo di raccolta di nocciuole decidemmo che noi ragazzi saremmo andati tutti insieme ad aiutare a raccogliere le nocciuole nei fondi dei nostril familiari a turno e col compenso che ci sarebbe stato dato, avremmo comprato la batteria.  Cosi’ facemmo e Pasquale ebbe cosi’ la sua batteria. Nacquero “Gli Asteroidi”

Intanto nel ’74 noi fischiettavamo “ E tu” di Claudio Baglioni.

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Campeggio 2

Campeggio 2

1973 Campeggio capomoschiano 1

1973 Campeggio capomoschiano 1

1973 Ricostruzione Santuario_jpg

1973 Ricostruzione Santuario_jpg

1973 Orologio Piazza

1973 Orologio Piazza

1974 Asteroidi

1974 Asteroidi

Gli Asteroidi 2

Gli Asteroidi 2

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